Cacioricotta come si mangia e come si utilizza

Come si mangia il cacioricotta e come utilizzarlo?

Il Cacioricotta di latte di capra è un formaggio tipico della tradizione italiana, che deriva, appunto, dalla lavorazione del latte di capra in purezza, senza mescolarlo ad altre tipologie di materie prime. Ciò che ne deriva è un formaggio fresco a pasta filata, dal sapore delicato e leggermente acidulo, che viene prodotto in alcune regioni del sud Italia, in particolare in Campania. Ma come si mangia il cacioricotta e come utilizzarlo? Partiamo dalle sue origini per scoprire come renderlo il protagonista della tavola.

Produzione del cacioricotta e come utilizzarlo

Il latte viene munto esclusivamente da capre che vengono allevate allo stato brado, le quali seguono un’alimentazione naturale e non industriale. Il benessere e l’armonia degli animali è infatti l’ingrediente principale del cacioricotta: le caprette dalle quali ricaviamo il latte di capra per i nostri formaggi vivono libere nelle distese di Cicerale, un borgo del Cilento nel quale sono libere di nutrirsi di ciò che preferiscono. La loro felicità traspare in ogni singola forma di cacioricotta, sia esso fresco o stagionato, tanto che a ogni morso esso rievoca i sapori e gli aromi del pascolo. Il cacioricotta di capra è un formaggio molto ricercato e sono poche le aziende che lo producono: questo lo rende un prodotto di nicchia tanto delizioso quanto ricercato e pregiato.

La produzione del cacioricotta Buffami segue una procedura di lavorazione artigianale ibrida: il latte, sgorgato fresco fresco dalle caprette, viene portato a una temperatura tra i 55° e i 68° per circa 10/15 secondi, in gergo tecnico si dice che il latte viene termizzato, questo è un processo diverso dalla pastorizzazione, molto più simile ad un riscaldamento a vapore, senza l’uso di fiamme dirette sull’ingrediente. In seguito, una volta raffreddato si aggiunge poi il caglio naturale. Il formaggio viene poi sottoposto per circa 48h allo spurgo del siero, viene salato a secco in superficie, processo che lo rende più delicato dei cacioricotta realizzati con altri metodi. Questa prelibatezza deve poi asciugare su graticci e stagionato in cella.

In questo modo si ottiene un cacioricotta dalla pasta candida e ben compatta, che racchiude i profumi e gli aromi tipici del latte di capra, impreziosito però da sentori di erbe e fiori che portano l’immaginazione di chi lo degusta nei vasti e rigogliosi pascoli del Cilento. Il suo essere unico al mondo lo ha reso un formaggio parte del Presidio Slow Food.  Ma come si mangia il cacioricotta e come utilizzarlo?

Cacioricotta prodotto del Presidio Slow Food

Slow Food è una grande associazione internazionale no profit, impegnata a dare il giusto valore al cibo di qualità e prodotto secondo tecniche e metodi unici, che non devono essere persi, bensì valorizzati. L’attività grazie alla quale questa organizzazione è diventata famosa è quella dei Presidi Slow Food, che sono solo 500 in tutto il mondo. Da questa cifra esigua si comprende quanta attenzione all’unicità dei processi e dei prodotti pone la no profit prima di conferire a un’azienda tale riconoscimento di qualità. Lo scopo dei Presidi è infatti quello di valorizzare territori e storie che non devono andare perdute a causa delle logiche del profitto e del mass market. Grazie ai Presidi Slow Food vengono infatti protette le biodiversità locali, le produzioni di nicchia, i processi artigianali e l’eccellenza culinaria.
Un presidio slow food è quindi una realtà di produttori agroalimentari che promuove e valorizza i prodotti del proprio territorio, facendoli conoscere sia grazie all’associazione stessa che durante eventi e manifestazioni.
Promuovere il cacioricotta significa offrire un’ottima alternativa economica alla vendita del gregge, spesso unica scelta da prendere per molti allevatori del Cilento. Le logiche della sostenibilità, però, vedono nell’attività di pastorizia nel Cilento una vera fonte di ricchezza economica, oltre che di salvaguardia dell’ambiente e della società: l’allevamento caprino, infatti, oltre ad essere una risorsa pecuniaria per il territorio, rappresenta un elemento caratteristico e suggestivo del paesaggio, nonché un valido strumento naturale di difesa contro gli incendi boschivi. Il pascolo caprino, infatti, contribuisce a mantenere pulito e concimato il sottobosco. Ma come si mangia il cacioricotta e come utilizzarlo? Ecco i primi due suggerimenti.
Il cacioricotta Presidio Slow Food non è solo fresco, ma anche semistagionato 45 giorni, al termine dei quali la pasta si presenta bianca, compatta e morbida, e offre un sapore delicato, ideale per gastronomie, birrerie ed enoteche che deliziano i propri commensali con taglieri di formaggi da taglio.

Il Cacioricotta di latte di capra si abbina perfettamente a vini bianchi secchi o fruttati, come il Greco di Tufo o il Falanghina.

Benefici del Cacioricotta di capra e come si mangia

Il Cacioricotta di latte di capra è un formaggio molto nutriente e salutare, ricco di proteine e povero di grassi. Il latte di capra, infatti, contiene una quantità maggiore di proteine rispetto al latte di mucca, ed è anche più facilmente digeribile per chi soffre di intolleranze alimentari.

Infatti, il latte di capra utilizzato per produrre il Cacioricotta è ricco di proteine, in particolare di caseina e di siero di latte. Le proteine sono importanti per la crescita e il mantenimento dei tessuti del nostro corpo, in particolare per i muscoli. Inoltre, le proteine possono anche aiutare a controllare l’appetito, in quanto forniscono una maggiore sensazione di sazietà rispetto ai carboidrati e ai grassi.

Il Cacioricotta di capra è anche una fonte di calcio, un minerale essenziale per la salute delle ossa e dei denti. Il calcio è importante per mantenere una buona densità ossea e prevenire l’osteoporosi, una malattia caratterizzata dalla perdita di massa ossea e dalla fragilità delle ossa.

Inoltre, il Cacioricotta di capra contiene anche acidi grassi essenziali, come l’acido linoleico e l’acido oleico. Questi acidi grassi sono importanti per il nostro organismo, in quanto non possono essere sintetizzati dal nostro corpo e devono essere assunti tramite l’alimentazione. L’acido linoleico, ad esempio, è un precursore di molte sostanze biologicamente attive, come gli acidi grassi omega-3 e omega-6.

Il Cacioricotta di capra è anche una buona fonte di vitamina B12, una vitamina essenziale per il nostro organismo, che contribuisce alla formazione dei globuli rossi e al mantenimento del sistema nervoso. Inoltre, la vitamina B12 è importante per la produzione di energia e per la sintesi di DNA.

Infine, il Cacioricotta di capra è anche un’ottima scelta per le persone che soffrono di intolleranza al lattosio. Il latte di capra contiene meno lattosio rispetto al latte di mucca, rendendo il Cacioricotta di capra un formaggio più facilmente digeribile per chi ha problemi di intolleranza. Ora che sai tutto su come si mangia il cacioricotta e come utilizzarlo in cucina non ti resta che provarlo!

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